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    Lorem Ipsum è il nome di un celebre testo segnaposto, un dummy text composto da una serie pseudo-casuale di parole in latino, adoperato da tempo come espediente e riempitivo nel settore della tipografia e della stampa per simulare la verosimiglianza con un testo reale nelle prove tecniche di impaginazione. Utilizzato sin dal sedicesimo secolo, deriva in realtà da uno scritto di Cicerone del 45. a.C., il “De Finibus Bonorum et Malorum”, un trattato di etica da cui sarebbero state successivamente estrapolate delle sezioni, alterandone però l’assetto morfologico e semantico di base. 

    Lorem Ipsum è anche la premessa che ha spinto gli artisti Marco Testini e Teresa Romano a realizzare un progetto artistico dalla natura interattiva, che si configura contemporaneamente come intervento di arte pubblica e riflessione sul rischio dell’incomunicabilità che sottende a ogni processo comunicativo.

    In questo progetto composito, nato dalla combinazione di nuovi media e arti visive, il momento di affissione del manifesto in via Postiglione, con successiva fruizione dei video contenuti all’interno dei QR-code sovrapposti ai volti dei due artisti raffigurati, sarà affiancato da una fase di documentazione dei vari step che anticipano e seguono la sua realizzazione. Uno spazio pubblicitario può così subire non solo una ridefinizione estetica, ma trasformarsi in luogo del racconto della storia collettiva, un’area di spontaneo e inconsapevole scambio relazionale, in cui l’immagine trova la sua estensione non solo temporale ma anche sociale nel suo incontro col tessuto urbano e con la sua componente antropica. 

    Compongono il progetto Lorem Ipsum un manifesto di 6m x 3m e due QR-code leggibili attraverso apposito dispositivo. I volti di profilo degli artisti sono immobili contro uno sfondo neutro, l’attenzione di chi osserva è focalizzata su ciò che accade nel momento del suo svolgimento. Le immagini costituiscono, dunque, un primo livello di lettura su cui vanno a innestarsi, in seguito, i dati contenuti nei codici criptati: due video in cui gli artisti, neutrali testimoni o fautori di una simulazione comunicativa (?), decantano il celebre testo pseudo ciceroniano in un asettico ed essenziale tentativo di liberare da ogni artificio il processo comunicativo, svincolandolo da qualsiasi associazione con una precisa dimensione identitaria ed emotiva sino a raggiungere la sua natura primaria. Tale espediente, in cui la pronuncia dei versi risulta volutamente errata, manifesta i rischi legati a ogni convenzione culturale che considera come inalterabile e assolutamente reale ogni prodotto della comunicazione e dei suoi elementi segnici e noetici.

    Lorem ipsum è in fondo una realtà linguistica alterata e aleatoria, nata dallo smembramento della costruzione non solo sintattica ma del senso originario del testo. Se ascoltassimo per la prima volta i suoni riprodotti dalle voci di Testini e Romano, la nostra mente riuscirebbe gradualmente a riconoscere che si tratta di lingua latina, e in seguito, rovistando nella memoria individuale, potremmo quasi cogliere parvenze frammentarie quanto illusorie di concetti verosimili o già noti. Ma la nostra capacità di comprensione resterebbe lì, nell’epoché cognitiva che fa parte della natura ambigua della comunicazione e della profonda arbitrarietà che domina ogni nostro atto espressivo, come a lungo asserito dal celebre linguista De Saussure. L’interferenza umana, nel caso di Lorem  Ipsum, ha deviato il senso stabilito dall’autore classico, al punto che non vi è più un significato univoco, né una sua composizione verbale che funzioni come veicolo formale di concetti condivisi e pertanto condivisibili. L’affermazione di partenza è stata capovolta sino a divenire interrogativo su cosa significhi, in fondo, comunicare qualcosa se il mezzo quotidianamente adoperato, quella parole che crediamo immutabile, è costantemente suscettibile a costruzione fittizia, oltre che alla modificazione del tempo storico. E se la realtà insegna che non possiamo fare a meno di comunicare attraverso i più svariati mezzi espressivi, potremmo forse abbandonare l’idea che attraverso il linguaggio si affermi necessariamente e univocamente qualcosa, e che quel contenuto funzioni ugualmente in ogni contesto ambientale. 

    La nascita di un significato non è mai un’operazione autonoma ma necessita di una partecipazione: è la comunità che interagendo contribuisce alla produzione di contenuti, essa definisce, sovrappone continuamente usi e spazi legati alla comunicazione. Ed è ciò che accade all’interno di questo progetto artistico poliedrico e multimediale, in cui Testini e Romano coniugano abilmente fotografia, video, happening e arte pubblica, dando vita a una riflessione ampia sulle modalità d’accesso alle informazioni e sul senso di ogni atto comunicativo nella società contemporanea, in continua trasformazione, tra costruzione e destrutturazione di valori e significati.

    Giuliana Schiavone